24 MAGGIO Sbarco a Catania

Si sapeva tramite Tam Tam che ci sarebbe stato uno sbarco. Alfonso di Stefano, della Rete Anti Razzista di Catania mi aveva avvisato. Un giorno tragico per gli sbarchi, ecco i numeri:

Ore 14 nave irlandese con 398 immigrati sub sahariani, nel frattempo ad Augusta ore 15 sbarco di 509 migranti, a Pozzallo ore 13, 400 migranti, e in mare deve decidere l’attracco la nave di Medici senza frontiere “DIGNITY” con oltre 1000 migranti.

L’informativa parte dalla Prefettura che avverte le varie associazioni accreditate (tipo Save the Children, Oxfam, Medici senza frontiere) e si diffonde a tutte le realtà interessate. Alcune associazioni non vengono accreditate per scelta della prefettura, altre preferiscono non richiedere loro l’accreditamento. L’ appuntamento era alle 11,45 al molo 8 del porto.

La nave giunge in porto invece alle 14 e si può vedere con chiarezza dove sono locati gli immigrati, per lo più donne e bambini: sul ponte della nave, riparati dal sole con un telo posticcio. In piedi, in silenzio attendono le lunghe operazioni di sbarco… donne orgogliose e bimbi silenziosi, provenienti dall’Africa Sub Sahariana. Donne bellissime nonostante il dolore dipinto negli occhi, bimbi accomodati come capita che si abbracciano, che mi mandano dei baci ad un mio cenno di solidarietà. Per la maggior parte non superano il sesto anno di età almeno in apparenza e molti, moltissimo sono piccolissimi, eppure nessuno di loro piange, nessuno di loro strilla. Veramente incredibile, sembra di essere all’interno di un film muto con solo la colonna sonora del traffico dei soccorritori  come sottofondo.  I marinai irlandesi sono in assetto da catastrofe nucleare: tute integrali bianche con nomi identificativi scritti a penna, testa, bocche, mani e piedi avvolti da protezione assoluta.

CATANIA1.2016

L’ immagine è abbastanza inquietante: lo zoom si ferma sul  contrasto tra i colori della disperazione delle donne somale e il bianco asettico degli irlandesi, prodi soccorritori che le hanno salvate di notte al largo di Malta. Le operazioni di sbarco sono state molto lente e il caldo era veramente insopportabile. Ecco, un altro fermo immagine: Circa 400 persone in rigoroso silenzio aspettavano di scendere a terra. I bimbi non  piangono, le donne non parlano. Uno scenario irreale. Sul molo, oltre me, unica giornalista per la maggior parte del tempo, Andrea Bottazzi di Oxfam, Alfonso di Stefano dell’Associazione Anti Razzista di Catania e successivamente alcune volontarie di Medici senza Frontiere, Save the Children non c’era e la cosa mi sembra veramente strana: un’associazione accreditata che si occupa di diritti dei minori che non è presente allo sbarco di così tanti minori! Questo tra i volontari. Inoltre: celerini in assetto di guerra, polizia in borghese, Guardia di Finanza e ovviamente la Croce Rossa. Il clima è molto teso e non ne capisco le ragioni dato che tutto sembra svolgersi senza ostacoli e  nei miei confronti è da subito ostile. Ben due volte ho dovuto mostrare il tesserino, alla terza, a sbarco avvenuto, sono stata accompagnata all’ uscita da un’agente donna che mi ha presa sottobraccio. Incomprensibile l’atteggiamento da assetto di guerra, meno ancora il nervosismo nel vedermi svolgere il mio lavoro. “Sembra che vengano negati anche i diritti base come l’avere una scheda telefonica, 2,50 euro al giorno, un tesserino di identificazione che permette di avere l’assistenza sanitaria.” mi dice Alfonso di Stefano che da anni segue la questione immigrati qui a Catania. ” Come associazione abbiamo iniziato a seguire gli sbarchi portando materiale informativo nelle diverse lingue, dei dizionari, un decalogo sui diritti degli immigrati ma dopo un po’ ce lo hanno impedito” conclude. Gli immigrati che sbarcano a Catania vengono frequentemente portati al CARA DI MINEO dove in teoria fino a che non vengono dislocati altrove, sono ospiti e non reclusi. Il che significa che possono entrare ed uscire liberamente. Bisognerà andare a vedere.

 

CATANIA4.2016.jpg

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